Casa Leopardi - Recanati
22 Mar

CASA LEOPARDI | RECANATI

Fra le dolci colline dell’entroterra marchigiano c’è un “ermo colle” che ispirò le parole e la poesia di uno dei maggiori letterati italiani ed europei: Giacomo Leopardi.  Nato nel  1798, in questa  cittadina delle Marche, il poeta qui scrisse molte delle sue liriche che nel tempo sono state tramandate, studiate, sino ad arrivare ai nostri giorni. Fra la piazza del ”Sabato del Villaggio” e la torre che ispirò il “Passero Solitario” troviamo, Casa Leopardi.

L’attuale struttura di Casa Leopardi non colpisce forse per la sua  grandiosità, ma per le sue linee semplici e signorili che si devono alle modifiche architettoniche eseguite nella prima metà del Settecento dall’architetto Carlo Orazio Leopardi, prozio del poeta.  All’esterno di Casa Leopardi si trovano i giardini. Situati nella parte posteriore, ed appartenenti alla famiglia Leopardi  nella prima metà del Quattrocento, furono in seguito donati  per la costruzione del Convento di Santo Stefano, ora sede dell’istituto Centro mondiale della poesia. All’interno, invece, risalendo un ampio scalone settecentesco, si ha invece accesso nel primo piano alla  famosa Biblioteca.

La biblioteca di Casa Leopardi

Casa Leopardi - La biblioteca

Casa Leopardi – La biblioteca

Sulle pareti della Biblioteca, sono visibili alcuni reperti archeologici raccolti dal Conte Monaldo, il padre di Giacomo. Egli pose, fra due colonne, un’architrave marmoreo avente una scritta bene augurante per quanti avessero dovuto usufruire di tale biblioteca : “ filiis, amicis, civibus“.

L’idea di Monaldo era infatti quella di formare e organizzare una biblioteca non solo per i suoi figli, ma anche per gli amici e, soprattutto, per i cittadini recanatesi, come recita la lapide ancora conservata nella seconda sala della biblioteca. All’interno della biblioteca sono conservati circa 20.000 volumi consultabili da parte di studiosi, previa autorizzazione della famiglia. Il percorso museale conduce il visitatore in alcune sale del palazzo arredate con mobili d’epoca e decorate con delicati stucchi e tempere ai soffitti.

Nello studio del Conte Monaldo è conservato inoltre, il tavolo – scrivania del poeta, accanto alla finestra che guarda la piccola piazza ed i tetti di Recanati.

È questa la piazzola, dove sorgono la chiesa di S. Maria di Montemorello costruita da Pier Niccolò Leopardi nella seconda metà del Cinquecento, e l’edificio delle scuderie che un tempo ospitava alcune famiglie di domestici fra cui quella di Teresa Fattorini, celebrata  poi dal poeta nel famoso canto “ A Silvia”.

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