22 Lug

Numana, la città delle tartarughe

La città di Numana e la Fondazione Cetacea di Riccione collaborano insieme da ben 10 anni per il progetto ” Numana, la città delle Tartarughe“, cofinanziato anche dal Servizio Turismo della Regione Marche. L’obbiettivo è quello di informare i visitatori della presenza delle tartarughe della specie caretta caretta nell’Adriatico. La presenza di una nutrita popolazione di tartarughe, non è occasionale, ma fa parte della fauna del Conero. Momento cruciale del progetto, è il rilascio in mare delle tartarughe, dopo essere state curate e dopo il periodo di riabilitazione, nelle acque cristalline della “caletta”, che si trova nei pressi della spiaggia dei frati tra gli stabilimenti “Eden Gigli” e “La Spiaggiola”. Il fulcro del progetto, infatti, parte dal Centro di recupero per le tartarughe, che si prende cura di loro e le libera una volta guarite. I turisti e i visitatori vengono così coinvolti nelle liberazioni, che avvengono in modo programmato, con la presenza di biologi che forniscono tutte le informazioni sulle tartarughe e sull’importanza dell’ evento.

L’ Ospedale delle tartarughe e il centro di recupero di Numana

Presso la Caletta di Numana, nel centro di recupero, avviene la riabilitazione delle tartarughe che arrivano qui dopo essere state curate nell’Ospedale per tartarughe di Riccione. L’Ospedale delle tartarughe è il più importante della riviera Adriatica; è il punto di riferimento per la Rete Regionale per la Conservazione delle tartarughe marine delle Marche e per la Rete Regionale per la conservazione e la tutela delle tartarughe marine dell’Emilia Romagna. Numana è stata scelta per questo progetto perché fin dal 2001 ha iniziato un’esperienza in collaborazione con la Fondazione Cetacea per soccorrere le tartarughe marine ed è entrata a far parte da poco del Progetto Europeo IPA Adriatic NetCet volto alla salvaguardia di specie protette in difficoltà.

Le tartarughe che vengono curate spesso sono finite sulle spiagge perché ammalate, oppure sono rimaste intrappolate nelle reti e si sono ferite. Vengono ritrovate da volontari, da privati, Guardia Costiera, condotte all’ospedale, curate e rimesse in mare. Tutto questo ha dei costi elevati. Chi lo desiderasse, può adottare una di queste tartarughe e contribuire così al lavoro di tutela che l’ospedale e il centro di riabilitazione svolgono con tanta cura e passione!

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